NOZZE D’ARGENTO DI BUON GUSTO

Da 25 anni Silvia Valoti e Titta Manzini fanno coppia fissa al RistoFante

Stima: O Gourmarte

Luglio 2017

Silvia Valoti e Titta Manzini del RistoFante di Alzano LombardoE’ assai probabile che il segreto sia scritto nel loro modello di unione, certo affettiva dopo 25 anni di condivisione del RistoFante, ma da sempre solo professionale. Dopo essersi conosciuti quando entrambi lavoravano da Frosio in quel di Almè, Silvia Valori e Titta Manzini, hanno bruciato le tappe di una gestione autonoma aprendo l’insegna in un locale modesto (dal punto di vista dell’ambientazione) in quel di Ponteranica alta. Accadeva appunto giusto un quarto di secolo orsono, il 30 maggio del 1992. Subito positive le recensioni della critica gastronomica e quadi immediata l’entrata nel ristretto novero della JRE, l’associazione che raggruppa il meglio dei giovani ristoratori d’Europa. Giovani si, ma potevano contare su un bagaglio di esperienze di tutto rispetto...

 

SUL PICCO ALTO LA TAVOLA AGRITURISTICA E’ GENUINA

Gli eredi proseguono negli insegnamenti del Battista, oste contadino

 

Stima: O GourmarteO Gourmarte

Luglio 2017

 

i formaggi vaccini e caprini del PicoltIn onore di colui che ha dato il via all’attività, accadeva suppergiù mezzo secolo orsono, l’agriturismo della famiglia Rota si chiama Battista. Ma un po’ per tutti, soprattutto per chi da anni sale la rampa che sale da Gromlongo, frazione di Palazzago sulla strada per Pontida (seguire sempre la massima pendenza sulla strada asfaltata) è rimasto “ol Picolt”, ovvero Picco Alto dal nome della località che lo ospita...

 

 

 

APRE IL RISTORANTE, ED IL CASTELLO RADDOPPIA L’APPEAL

Grazie alla nuova generazione, la cucina regala nuove emozioni

 

Stima O GourmarteO Gourmarte

Luglio 2017

 

Francesca Pasinelli e Stefano Schirina del ristorante Al Castelllo di Cividate al PianoLe pizze di Fabrizio Pasinelli, in particolare le Petra, che prendono il nome dalla farina integrale con cui vengono realizzate dopo lunghissime lievitazioni, rimangono naturalmente un validissimo motivo per raggiungere Al Castello a Cividate al Piano. Ma da poco più di un mese ecco che di motivo se n’è aggiunto un altro, ed altrettanto interessante: è la cucina della figlia Francesca e del fidanzato Stefano Schirinà, siciliano di Ragusa. Si sono conosciuti sull’isola, lui già sous chef in ristoranti di alto livello, lei tirocinante per conto di Alma, la scuola di Parma che sta formando la nuova generazione di cuochi. Visti, piaciuti come si suol dire...

 

 

AL VECCHIO LARICE NUOVA CUCINA DI MONTAGNA

In alta Val Brembana un albergo storico cambia volto grazie ai giovani di casa

Stima emozionale: O Gourmarte

Giugno 2017

Paolo Barbanti e Katia GervasonDopo aver lavorato per una decina d’anni per la catena degli NH Hotel, arrivando a ricoprire il ruolo di vicedirettore delle sedi di Bergamo e Orio, Paolo Barbanti è tornato tra le montagne dov’è nato e cresciuto, in quel di Roncobello. Lì il nonno, monzese d’origine, costruì l’albergo Milano dopo aver preso moglie in paese. E lì i genitori lo hanno condotto fino ad un paio di anni orsono quando appunto è entrato in scena lui con l’aiuto di Katia Gervasoni, la fidanzata, e di David Gallizioli, cuoco seriano giovane anch’egli ma già “svezzato” da una significativa esperienza in Canton Ticino. Cambiamento radicale d’impostazione: le camere sono state adeguate agli standard moderni (da 32 sono scese 14 in maggioranza suites); è stato realizzato un piccolo ma ben attrezzato centro benessere; i servizi a disposizione della clientela sono aumentati in quantità e qualità arrivando a comprendere per esempio anche l’affitto di mountain byke a pedalata assistita perfette per percorre le salite che portano ai piedi dei sentieri escursionistici. Restyling nella sostanza ed anche nel nome, che dalla riapertura avvenuta nel settembre dello scorso anno è stato attualizzato in Orobie Alps Resort. E la cucina? Non è stata trascurata, anzi, e lo dimostra la scelta di un cuoco già dotato di curriculum...

 

TRADIZIONI E BUONE MANIERE NEL RISTORANTE DI FAMIGLIA

Cucina mantovana-gardesana ingentilita dalla cuoca di casa

Stima emozionale: O Gourmarte

Luglio 2017

Fabiana e Pietro FerriSiamo in pieno centro a Castiglione delle Stiviere e aperta la porta d’ingresso ci si ritrova in uno stretto corridoio un po’ buio e silenzioso, con un velo di smarrimento che però svanisce appena girato l’angolo. Pietro fa gli onori di casa e l’impatto è fortissimo per lo stupore di ritrovarsi in una bellissima sala di un palazzo seicentesco con soffitte a volte, arredato con cura, pulizia ed eleganza. Domina la luce e un senso di tranquillità, data anche dalla collocazione dei tavoli, ben distanziati tra loro e che regalano agli ospiti la giusta intimità, con il camino ancora acceso, nell’attesa della bella stagione per godersi anche la piccola terrazza esterna. Un passato stellato e riconoscimenti dalle guide premettono un bel viaggio, senza però dimenticare un’anima da osteria che vuole rimanere non solo nel nome ma nel cuore della proposta, che parla di tradizione e di territorio mantovano/gardesano. La mano in cucina è moderna nell’interpretare il tutto con tocchi ragionati, ma soprattutto leggerezza, ed è una mano riconoscibilmente femminile, per le note delicate e tendenti al dolce che sono la costante in ogni piatto. Fabiana, la cuoca e moglie, è autodidatta e anche nelle proposte più innovative non spinge troppo sulla sperimentazione ma piuttosto sulla semplicità, con un’attenzione particolare alle materie prime e alla valorizzazione dellaagnolotti di piccione con fegato grasso doca ed il loro sugo cultura alimentare, come dimostra anche nell’adesione al progetto East Lombardy, visibilmente marcato anche sul menù. Iniziamo dal benvenuto della cucina, gallina alla Stefani condita con pinoli, uvetta e mostarda di mele, per poi rimanere in casa con il luccio in salsa di olive nere taggiasche e capperi di Pantelleria su patate all’olio, servito non in modo classico in insalata ma a filetti. A seguire tortelli di zucca conditi con burro fuso e grana padano 26 mesi, con un’abbondante e cremosissimo ripieno che esplode all’assaggio, ed a chiudere la torta alle rose con zabaione caldo, ben montato e dosato. Anche nell’assaggio di un piatto più creativo, gli agnolotti di piccione con fegato grasso d’oca e loro sugo, a vincere è ancora la tradizione, con una sfoglia davvero ben fatta, per esecuzione e consistenza...

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